nomisma Compravendite immobiliari a Perugia: segnali di crisi in tutta la provinciaIl primo semestre 2009 evidenzia nel settore residenziale un rallentamento dei segnali di crisi, pur registrando un’ ulteriore contrazione del numero di compravendite nel territorio della provincia (-14,68% rispetto al primo semestre 2008).

Tale tasso tendenziale annuo risulta leggermente migliorativo rispetto al dato omologo misurato mediamente sia in Italia sia nella macro area Centro (-15,6%) e comunque, in analogia a quanto accaduto nel corso del precedente anno, il contributo del secondo semestre 2009 potrà contribuire ad un ulteriore rallentamento della decrescita.

Si deve ricordare inoltre che nella provincia di Perugia la crisi del mercato delle abitazioni è iniziata con
significativo ritardo rispetto a quella nazionale: le transazioni sono continuate ininterrottamente a crescere fino al secondo semestre 2007 mentre nel resto d’Italia l’inizio della flessione dei volumi immobiliari scambiati risale al secondo semestre 2006.

Sul versante delle quotazioni abitative medie provinciali i dati mostrano – per la prima volta dal 2004 ed in piena sintonia con quanto mediamente registrato a livello italiano – una flessione del valore medio per unità di superficie commerciale, anche se piuttosto contenuta (-2,64% rispetto al secondo semestre 2008), recependo i fenomeni tensivi del mercato immobiliare (come i significativi accumuli di nuove costruzioni invendute, sia nel capoluogo che nel resto della provincia).

I volumi di abitazioni compravendute nel primo semestre 2009 hanno privilegiato (83,91% dei 3.165 NTN
complessivi) le sei macroaree più rilevanti: quella del capoluogo (34,44%, in incremento di 1,63 punti
percentuali rispetto al corrispondente semestre del 2008), del Folignate (11,73%, in incremento di 0,73
punti percentuali), dei Colli del Trasimeno (10,96%, in incremento di 0,71 punti percentuali), dell’Assisiate (9,00%, con quota di mercato in sostanziale tenuta) della Media Valle del Tevere (8,86%, con una perdita di quota di mercato di 0,96 punti percentuali), e dell’Alta Valle del Tevere (8,93%, con il decremento maggiore rispetto al primo semestre 2008 e pari a 1,48 punti percentuali).

Le perdite più consistenti in termini assoluti si sono avute nel Perugino e quindi nell’Alto Tevere, nello
Spoletino e nella Media valle del Tevere. Malgrado ciò la città di Spoleto, dopo il sorpasso di Corciano avvenuto nel primo semestre 2008, si riconferma tra le prime tre realtà più significative della Provincia insieme a Foligno e Perugia. Assisi, dopo Corciano e Città di Castello, si attesta come sesta città della provincia, superando oltre che in quotazioni anche in volumi di compravendite la limitrofa Bastia Umbra.

I cali più contenuti si sono verificati nelle macroaree con le dinamiche di mercato tradizionalmente più forti e con un’intensità di mercato immobiliare superiore a quella media provinciale (IMI2008=2,22%): l’Assisiate (IMI2008=2,63%) ed i Colli del Trasimeno (IMI2008=2,38%).

Il nuovo minimo provinciale di transazioni normalizzate viene assunto dai Comuni di Costacciaro e Scheggia- Pascelupo (ambedue appartenenti all’Eugubino-Gualdese), senza però riuscire a togliere alla Valnerina il primato di macroarea umbra con la meno significativa dinamica di mercato (ben otto Comuni su dieci con meno di 10 transazioni nel corso dell’ultimo semestre).

In figura 2 è rappresentata la mappa con la distribuzione dei livelli gerarchici di quotazione media
residenziale, registrata nel primo semestre 2009 in ogni Comune, rispetto a quella minima della Provincia di riferimento. Perugia, Assisi, Spoleto e Corciano detengono saldamente i valori apicali di quotazioni medie residenziali.

- Agenzia del Territorio -

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