teleriscaldamento 22 Condominio: come ridurre le spese per il riscaldamentoIl riscaldamento condominiale è una voce che pesa parecchio sulle famiglie italiane che si ritrovano in primavera a pagare grosse cofre per riscaldare l’appartamento durante la stagione invernale.

Tale spesa è oggetto sempre di contesa all’interno del condominio e l’amministratore deve prestare molta attenzione per evitare controversie burocratiche. Deve anche essere attento a scegliere la soluzione migliore per spendere meno.

Le soluzioni, sotto tale profilo, sono diverse, a seconda che si decida di utilizzare l’impianto centralizzato o quello autonomo.

Se decidiamo per un impianto autonomo preferito da tutti, proprio perché in grado di gestire autonomamente le spese, anche se in molti casi si rischia di spendere di piu’.

Il risparmio è assicurato solo se l’impianto autonomo viene installato negli appartamenti che compongono il condominio sin dalla sua origine, cioè dal sorgere dell’edificio stesso.

Se, infatti, esiste già l’impianto di riscaldamento centralizzato, il distacco dallo stesso in un secondo momento non potrà mai comportare la rinuncia alla comproprietà del suddetto impianto, costituito sia dalla caldaia condominiale che dalla rete di distribuzione del calore sino all’ingresso delle singole unità immobiliari di proprietà esclusiva dei condomini.

A conti fatti e considerati i costi da sostenere per l’installazione dell’impianto autonomo nonché per le verifiche pluriennali di congruità dello stesso, sorgono legittimi e fondati dubbi sulla convenienza da parte del singolo condomino di staccarsi dall’impianto centralizzato per adottare questa alternativa forma di riscaldamento.

Mentre se parliamo di impianto di riscaldamento centralizzato sembra che la spesa si maggiore o comunque incisiva, mentre si puo’ risparmiare in diverse forme. Magari aggiungendo un contabilizzatore di calore in ogni singolo appartamento unito alle valvole termostatiche consente un risparmio economico notevole.

Consentono al condomino di scegliere la temperatura idonea in ogni singolo locale per sfruttare al meglio anche gli apporti gratuiti di energia come i raggi solari, la presenza di persone o il funzionamento di elettrodomestici.

In questo modo si può consumare minore energia nelle giornate più soleggiate; si può impostare, ad esempio, una temperatura più bassa in camera da letto e una più alta in bagno e lasciare i radiatori funzionanti al minimo quando si esce di casa o ci si allontana per un periodo.

Le spese condominiali di riscaldamento saranno, di conseguenza, ripartite tra gli appartamenti in proporzione ai reali consumi registrati dai contabilizzatori, fatta eccezione per una quota minoritaria di spesa, stabilita dall’assemblea del condominio, che continuerà ad essere valutata secondo i criteri millesimali per compensare i costi comuni dell’impianto.

La legge prevede che gli impianti termici al servizio degli edifici di nuova costruzione, la cui concessione edilizia sia rilasciata dopo il 30 giugno 2000, devono essere dotati di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del consumo energetico per ogni singola unità immobiliare nonché impone l’installazione delle valvole termostatiche in tutto il condominio in caso di ristrutturazione dell’impianto termico.

Da ultimo, ma di certo non per importanza, bisogna sottolineare che detti interventi beneficiano delle agevolazioni fiscali previste anche dall’ultima legge finanziaria 2008 per le opere di ristrutturazione edilizia (36%) e per quelle finalizzate al risparmio energetico (55%).

- fonte Conafi –

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