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Schema illustrato dell'apporto energetico all'interno di una casa passivaPer molte persone sarebbe impensabile vivere in una casa che sia sprovvista di impianti di riscaldamento come caldaie o termosifoni. Ma con le case passive questo diventa possibile.

E’ definita casa passiva un’abitazione che assicura il benessere termico senza utilizzare impianti di riscaldamento tradizionali. Una casa, per essere passiva, deve soddisfare una serie di requisiti energetici e caratteristiche strutturali (leggi qui).

Il segreto di questi edifici consiste nel mantenere all’interno della casa l’equilibrio termico. Il sistema di ventilazione è molto importante sia per il cambio d’aria, essenziale per motivi igienici (l’aerazione dell’ambiente non può avvenire attraverso le finestre perchè questo causerebbe uno squilibrio energetico all’interno dell’abitazione), sia al fine di perdere il minor quantitativo possibile di calore e, quindi, di energia. Gli impianti di ventilazione delle case passive sono molto silenziosi, efficienti e richiedono un bassissimo consumo di energia elettrica.

L’aria calda in uscita è convogliata in uno scambiatore a flusso dove l’aria fredda in ingresso riceve un apporto dell’80-90% del calore. In alcuni casi il flusso d’aria esterno, prima di raggiungere lo scambiatore di calore, è convogliato in una pompa di calore geotermica.

Per soddisfare in modo totale il fabbisogno energetico di un’abitazione passiva, è possibile integrare pompe di calore, caldaie a pellet o impianti ad energia solare.

Il concetto di casa passiva è nato alla fine degli anni ’80 e il primo edificio passivo è stato costruito in Germania nel 1991 (in Italia i primi edifici certificati si trovano a Bolzano). Dal 2015 in Austria la casa passiva diverrà lo standard per tutti gli edifici e dal 2020 anche la Comunità Europea dovrebbe seguire l’esempio austriaco.

Fonte:
Wikipedia
EdificiPassivi.com
CasaPassiva.com
ClimaEnergia.it

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One Response to La casa passiva

  1. [...] I trulli pos­sono essere com­posti da un vano sem­plice (mod­ulo uni­tario) oppure dall’accostamento di più ambi­enti (o mod­uli), che in genere ven­gono aggiunti per gem­mazione attorno al vano cen­trale. Il mod­ulo uni­tario pre­senta una pianta di forma cir­co­lare sul cui perimetro si imposta la muratura a secco di spes­sore molto ele­vato. Lo spes­sore dei muri e la quasi totale assenza di aper­ture (ad esclu­sione della porta d’ingresso e, rara­mente, di un pic­col­is­simo foro in alto per garan­tire un min­imo ricam­bio di aria all’interno), ne fa un inter­es­san­tis­simo esem­pio di bioedilizia pas­siva. [...]

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