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Sviluppatasi soprattuto in  Val Sesia e Val d’Aosta, l’inconfondibile architettura Walser differisce da altre tipologie architettoniche soprattutto per l’organizzazione dell’abitazione che include in un unico corpo la struttura abitativa e i comparti agricoli (stalla, fienile e granaio), normalmente divisi.

Le “stadelhus” (o “wohngade”) erano costruite in legno e pietra, utilizzando lunghi tronchi in larice ed abete per formare una parete tramite sovrapposizione degli stessi ad incastro angolare tra due pareti ortogonali (tecnica a “blockbau”). E la prevalenza del legno sulla pietra è un’altra delle caratteristiche tipiche di queste abitazioni.

Le casa Walser sono costruite di solito su tre piani. Il piano seminterrato, costituito da pietre posate a secco, è impiegato come stalla e come stanza per la lavorazione del latte. Nel seminterrato sono presenti anche il soggiorno e la cucina. Il primo piano è riservato alle camere da letto, mentre nell’ultimo piano si trovano il fienile ed il locale impiegato per conservare i cibi.

Significativa è la presenza di alcuni elementi a valenza “magica”, come la pietra triangolare bianca sul colmo del tetto, amuleto contro gli spiriti maligni ed al contempo segnale per i viandanti; o la “seelabalgga” (finestra dell’anima)che era dischiusa nelle case in cui qualcuno era in procinto di morire, così da consentire che l’anima del defunto potesse volare in cielo, e richiusa subito dopo il decesso, per impedire all’anima di rientrarvi, turbando così la pace dei vivi.

La capacità di rispecchiare le vicende storiche e sociali dell’insediamento della popolazione in determinate aree alpine conferisce ai Walser il grande valore storico e artistico. E’ importante tenere presente che l’architettura Walser (come quella di tante altre genti di montagna) non è un fatto puramente di tecnica costruttiva, ma è principalmente un fatto di tecnica abitativa del proprio territorio.

Fonte: Green NewsWalser ItalianiValsesiaComunità Montana Walser

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