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Il termine trullo deriva dalla parola greca trullos che significa cupola. I trulli sono costruzioni di forma conica, edificati utilizzando pietra calcarea a secco. Di origini tipiche ed esclusive della Puglia centro-meridionale (Valle d’Itria), i trulli altro non erano che le abitazione dei contadini.

Il contadino sceglieva il posto dove costruire il trullo, in genere nella parte più rocciosa e meno adatta alle coltivazioni, poi dissodava e plasmava il terreno utilizzando la roccia affiorante per la costruzione della base del trullo e dei muretti a secco. Dalla roccia calcarea spesso a  strati facilmente divisibili in lastre  si ricavavano le chiancarelle (pietre calcaree piatte) che, posate a secco (senza utilizzo di malta)  l’una sull’altra, si elevavano in cerchi concentrici che man mano si restringevano fino a chiudere la volta conica.

I trulli possono essere composti da un vano semplice (modulo unitario) oppure dall’accostamento di più ambienti (o moduli), che in genere vengono aggiunti per gemmazione attorno al vano centrale. Il modulo unitario presenta una pianta di forma circolare sul cui perimetro si imposta la muratura a secco di spessore molto elevato. Lo spessore dei muri e la quasi totale assenza di aperture (ad esclusione della porta d’ingresso e, raramente, di un piccolissimo foro in alto per garantire un minimo ricambio di aria all’interno), ne fa un interessantissimo esempio di bioedilizia passiva.

Il trullo è completato da una pseudo-cupola che ne costituisce la copertura. Questa consiste in una struttura autoportante, costituita da una serie concentrica di lastre orizzontali disposte a gradini rientranti. Diverse forme di pinnacoli chiudono il vertice del trullo: elementi lapidei decorativi a carattere esoterico, spirituale o scaramantico. Per la pavimentazione del trullo si utilizzavano lastre sottili di pietra calcarea sapientemente levigate: le chianche.

Fonte: 12

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