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News.Attico.it intervista il Vice Sindaco del Comune di Milano, Riccardo De Corato, su temi di grande attualità: Expo 2015, ROM e sgomberi e… Adriano Celentano

Nato ad Andria (BA) nel 1951, Riccardo De Corato risiede a Milano dal 1973. Eletto al Senato con Alleanza Nazionale, nel 1994, è stato riconfermato nel 1996 e nel 2001. È stato componente della Commissione bicamerale di vigilanza Rai e della VIII Commissione permanente Lavori pubblici e Comunicazione nella XII e XIII legislatura; nel mandato in corso, è membro della Commissione Bilancio e della Commissione di vigilanza sull’Anagrafe tributaria al Senato.

A Milano è stato consigliere provinciale per I’MSI-DN dal 1980 al 1985 e consigliere comunale dal 1985, entrando a far parte delle Commissioni consiliari Affari istituzionali, Lavori pubblici, Cultura, Urbanistica, Edilizia privata e popolare. Eletto alle amministrative con più di 8 mila voti, secondo per preferenze solo a Silvio Berlusconi, dal giugno ’97 è Vice Sindaco del Comune di Milano.

È una persona affabile, De Corato, estremamente cordiale e di approccio semplice e immediato. Non parla “politichese”, non fa giri di parole o metafore d’effetto, ma va dritto al punto, con decisione e sicurezza e con un’evidente predilezione per la praticità e per il fare. È piacevole parlare con lui.

D) Recentemente il “New York Times” ha promosso Milano come “Città da ammirare”, ottimo viatico verso l’Expo del 2015, che dovrebbe vedere una città molto diversa. Come cambierà Milano? Come si conciliano le esigenze quotidiane dei cittadini con i grandi traguardi ed eventi di una metropoli dal respiro internazionale?
R) Innanzitutto l’area espositiva sarà a Rho Pero, zona largamente utilizzata per grandi eventi, per il 2015 ci saranno due linee metropolitane in più, un sistema di trasporti di superficie più efficace. E’ chiaro che 20 milioni di persone che visiteranno Milano tra maggio e ottobre, qualche disagio alla cittadinanza potranno darlo, ma la città è già abituata ai grandi eventi e l’Expo del 2015 è certamente un evento di grandissimo prestigio che gran parte delle grandi città metropolitane vorrebbero ospitare; la battaglia con Smirne per l’aggiudicazione è stata di alto livello e certamente i milanesi, abituati ad essere cittadini della metropoli più europea d’Italia ne saranno giustamente orgogliosi. Milano aveva già ospitato l’Expo nel 1906 e dopo oltre un secolo era giusto dare alla città un nuovo grande evento di respiro internazionale.

D) Milano e i ROM. Gli sgomberi stanno ottenendo diversi risultati in termini di sicurezza e di legalità. I recenti fatti di Roma, con il rogo in cui hanno perso la vita 4 bambini, si evitano solamente attraverso gli sgomberi?
R) Il problema è determinato dai ROM abusivi. Eventi luttuosi come il morto che c’è stato a Milano qualche mese fa o i bambini morti ieri a Roma, sono dovuti proprio a questo, ovvero al non aver fatto in tempo a sgomberare i campi abusivi in cui vivevano. I campi abusivi non possono essere tollerati, noi ne abbiamo sgomberati più di 400, sistemando mamme e bambini in centri di accoglienza sicuri, offrendo loro la massima ospitalità. Milano aveva nel 2008 tra gli 8.000 e i 10.000 abusivi, con grande abbondanza di rumeni per via del fatto che la Romania era appena entrata nell’unione europea. La politica del comune è stata pertanto quella degli sgomberi e degli abbattimenti delle baracche, più di 2.000. Oggi, secondo dati della Prefettura, registriamo circa 1.500 nomadi nei campi abusivi tra Milano e la provincia, questo vuol dire che abbiamo ridotto di parecchie migliaia il numero degli abusivi e dei molti problemi che questi purtroppo comportano. Gli sgomberi avvengono sia per gli abusivi extracomunitari che per i comunitari, tra cui anche italiani sinti, ai sensi della direttiva della comunità europea numero 38 del 2004 che limita a 90 giorni il periodo massimo di soggiorno in assenza dei requisiti, nonché in forza dell’ordinanza in base alla quale non si può campeggiare in Milano ma si deve avere una residenza vera e propria. Gli abusivi rubano, sfruttano e fanno prostituire donne e bambini e creano gravi problemi di ordine pubblico, pertanto gli sgomberi sono una risposta doverosa, nel rispetto della legge e delle giuste proteste della cittadinanza.

D) Altro nodo cruciale, molto sentito dai cittadini, è quello legato al desiderio di veder recuperate vecchi immobili abbandonati, piuttosto che realizzare nuove costruzioni a Milano. C’è qualcosa che le istituzioni possono fare per incentivare le imprese e i proprietari ad operare in questo senso?
R) Ci sono molti immobili che andrebbero recuperati, ma c’è anche chi volutamente lascia degradare il proprio immobile per poi affittarlo in nero ad extracomunitari e persone in difficoltà. Noi siamo entrati in diversi appartamenti in cui questa pratica era evidente. In taluni arrivano ad abitarci anche 20 o 30 persone ammassate; si tratta di una situazione speculativa molto pericolosa che il comune combatte applicando multe ai proprietari che la praticano, esponendo queste persone e la comunità a grossi rischi. Purtroppo molti dei proprietari di questi immobili non sono neppure rintracciabili, spesso vivono addirittura all’estero.

D) Spesso nelle grandi città la gente prova un senso di isolamento e di impotenza. Sente di essere un numero, un codice fiscale piuttosto che un cittadino. Cosa possono fare i cittadini per sentirsi parte attiva della storia e dell’evoluzione della propria città? C’è margine, in quest’epoca di grande facilità di comunicazione, perché i cittadini possano partecipare attivamente alle scelte e alle pianificazioni della città?
R) Io personalmente sono stato sempre vicino alla cittadinanza, ricevo e rispondo a lettere e telefonate ogni giorno, quando non vado a trovarli nei mercati e nei luoghi di lavoro. Il rapporto stesso tra il Sindaco e i cittadini oggi è quanto mai diretto, il primo cittadino, così come il presidente della provincia e della regione, sono eletti direttamente dalla gente; i nuovi canali della comunicazione possono agevolare questo rapporto, ma se non c’è un filo diretto e se l’operato di sindaci e presidenti non rispecchia le esigenze dell’elettorato, la prova del voto giustamente penalizza chi non opera nella giusta direzione.

D) Domanda d’obbligo e di grande attualità. In una telefonata con Beppe Grillo, riportata sul Corriere della Sera, Celentano ha dichiarato ieri, riguardo le nuove costruzioni in vista dell’Expo, che saranno “eleganti loculi tombali dove i milanesi moriranno di cancro; è di poche ore l’approvazione dei nuovi campi di sterminio, da parte del Comune di Milano”. Cosa si sente di rispondergli?
R) A Milano si dice: Ofelee fà ‘l tò mestee (pasticciere fa il tuo mestiere). Credo che Celentano sia una grande cantante e dovrebbe occuparsi di questo, oppure candidarsi e fare politica. Che diritto ha Celentano di criticare il Sindaco Moratti o il Presidente Formigoni? Perché un cantante come lui deve avere una paginata intera di giornale per sparare a zero sull’operato dell’amministrazione? E allora Beniamino Gigli o Rabbagliati, tutti i cantanti che hanno fatto la storia della musica avrebbero avuto il diritto di dire la propria su Milano o su qualunque cosa. La democrazia è una cosa seria, se tu vuoi discutere o criticare ne hai tutti i diritti, ma le scelte le fa chi ha ricevuto il voto dei cittadini e ad essi risponde. Io tra 3 mesi mi presenterò al giudizio degli elettori che decideranno se ho fatto bene o male il mio lavoro, durante questi anni. Certo, siamo in un paese in cui tutti i giorni c’è un teatrino, ma Celentano farebbe bene a fare quello che fare bene, cantare. Oppure scenda in politica, si candidi e affronti il voto dei cittadini, prima di sentenziare sull’operato della giunta e di parlare di ciò che sarà la città di Milano; sono cose che accadono solamente in Italia. In America non credo che Madonna si permetta di parlare male di Obama sui giornali o di attaccare il sindaco di New York avendo questa grande ribalta mediatica. È una provocazione quella di Celentano e lo è anche quella del Corriere della Sera che gli ha dedicato una pagina intera. Se Celentano vuole venire ad insegnarci come si fa un quartiere di Milano, si presentasse qui anziché parlare dalla sua grande villa di Lecco a mandare messaggi.

Milano, 7 febbraio 2011

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