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News.Attico.it intervista Paolo Bellini, Presidente Nazionale ANAMA.

Le regole del settore della mediazione finanziaria e creditizia hanno subito di recente delle modifiche sostanziali, nella direzione di una precisa differenziazione tra le due tipologie di attività. Per sapere cosa ne pensano gli operatori di queste riforme abbiamo intervistato Paolo Bellini, Presidente nazionale di Anama (Associazione Nazionale Agenti e Mediatori d’Affari).

D) Dottor Bellini, può spiegarci quali sono state le modifiche più significative portate dalla riforma alla professione e, soprattutto, come hanno reagito gli operatori a questi cambiamenti?
E ben vengano le novità normative se sono finalizzate alla professionalizzazione del settore. La “confusione” di qualche anno fa tra offerta di servizi immobiliari e quelli creditizi oggi è stata debellata dalle nuove norme e, in particolar modo, dalla direttive europee. Ha vinto chi ha preteso la specializzazione tra le due grandi linee operative: da una parte gli agenti immobiliari, dall’altra i mediatori del credito. Ora i principali operatori si stanno organizzando a dovere e i singoli soggetti si stanno accasando presso le strutture societarie appositamente costituite. Tra un anno il mercato della consulenza creditizia sarà a regime e quindi si potranno tirare le somme del fenomeno.

D) Prima il mediatore svolgeva la sua attività come soggetto, ma ora non è più possibile. Oggi deve lavorare per delle società, come dipendente o come collaboratore. Ma in questo secondo caso, come sarà regolamentata la sua attività?
Per meglio tutelare i consumatori, i mediatori del credito devono organizzarsi in società di capitali, per dare massima garanzia al sistema e riconoscibilità agli operatori stessi. La regolamentazione degli addetti spetta alla norma e all’Organismo che dovrà sovrintendere al settore. Una cosa è certa: nessuno più potrà confondere le proprie funzioni: da una parte lo specialista dell’intermediazione immobiliare con le sue logiche di mercato e le sue conoscenze tecniche, dall’altra le società di mediazione creditizia con i propri collaboratori e dipendenti a offrire una consulenza altamente specializzata e finalizzata a disegnare il finanziamento “su misura” per il cliente.

D) A che punto è la costituzione di questo Organismo?
La Banca d’Italia vuole giungere alla definizione dell’Organismo entro il mese di marzo. Sono in corso gli incontri tra i soggetti che definiscono struttura, operatività e membri dell’ente, che avrà compiti di controllo, gestione e verifica dell’andamento dell’intero settore. Anama è presente al tavolo di costituzione dell’Organismo con incontri settimanali presso la struttura dedicata di Banca d’Italia. Prevediamo che nel giro di un mese l’Organismo sarà costituito.

D) Parliamo di formazione professionale. Anama sembra orientata a spingere molto sulla questione del praticantato. È una strada davvero percorribile? Con quali strategie e quali modalità?
L’Italia è uno dei pochi paesi europei dove si varano le leggi che, in assenza dei regolamenti di attuazione, restano “sulla carta”. È il caso della legge 57/2001 che ha istituito la pratica professionale quale strada alternativa di accesso alla professione rispetto a quella dell’esame in Camera di Commercio. Questa norma istitutiva il praticantato e rappresenta, per Anama, la vera strada di formazione per gli agenti immobiliari, che dovranno svolgere un anno di pratica presso un’agenzia immobiliare e frequentare un corso professionale prima di accedere alla professione. A questo proposito, l’Anama nazionale ha deciso di dare una sferzata alla procedura, predisponendo la bozza del regolamento di attuazione da presentare al Ministero competente, per dare attuazione a questa opportunità di qualifica professionale. In sintesi, chi vorrà diventare agente immobiliare dovrà iscriversi alla Camera di Commercio nel registro speciale dei praticanti; nominare il tutor esperto che seguirà il percorso del praticante regolando il tutto con apposito libretto di pratica e frequentare nei 12 mesi di pratica anche un corso di formazione teorico. Al termine del periodo di pratica, il giovane diplomato o laureato potrà chiedere l’iscrizione all’apposito registro presso la Camera di Commercio di residenza.

D) La recente “Riforma del Condominio” istituisce di fatto una nuova categoria professionale, quella degli “Amministratori di condominio”. Qual è il giudizio di Anama sulla riforma e su questo aspetto specifico.
Finalmente anche agli Amministratori di condominio è stata data una riconoscibilità professionale. Appena varata la riforma del condominio chi opera come amministratore dovrà iscriversi nell’apposito registro tenuto dalle Camere di Commercio. Anama non solo plaude all’evoluzione professionale di tanti colleghi ma ha deciso di valutare la possibilità di annoverare tra i suoi iscritti anche questa nuova figura di tecnico dell’immobiliare, che potrebbe dignitosamente affiancarsi agli agenti immobiliari e ai mediatori del credito. Quindi ben vengano gli amministratori, al fine di costituire una schiera di professionisti preparati e competenti nella gestione del condominio e di questo fenomeno, tutto italiano, che coinvolge 14 milioni di famiglie che vivono in condominio. Anama stima che siano almeno 200 mila i soggetti che si propongono come amministratori, dei quali solo il 20% è associato in organizzazioni sindacali e di settore.

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