La SMARThouse Mabo
News.Attico.it intervista Roberto Falsini, Presidente Mabo Group che ci descrive la tecnologia della SMARThouse Mabo.
Una villa bifamiliare, indipendente dal punto di vista energetico, grazie a un impianto fotovoltaico per l’alimentazione della corrente e a un sistema di riscaldamento a pellet integrato con un impianto solare termico per la produzione di acqua calda. A completare la dotazione tecnologica, un impianto di ventilazione meccanica, uno per la fitodepurazione e uno per lo scarico delle acque. Tempo di realizzazione: tre mesi.
È l’ultimo progetto a impatto zero, in atto nel comune di Terranuova Bracciolini, in provincia di Arezzo, di Mabo Group, leader nazionale nell’edilizia industriale a capitale privato. Il gruppo, che ha cinque stabilimenti in Italia e uno in Spagna e dà lavoro complessivamente a 700 persone, realizza le strutture più diverse: dagli edifici industriali ai parcheggi, dai centri logistici agli ipermercati e alle multisale cinematografiche. Al suo presidente, Roberto Falsini, abbiamo chiesto di illustrare le attività e le strategie di un’azienda che ha scommesso da tempo sull’utilizzo delle tecnologie sostenibili.
D) La vostra azienda è impegnata nel mettere a punto una tecnologia sostenibile in grado di dialogare con l’ambiente senza comprometterne l’equilibrio. Ci può spiegare in cosa consiste e come si coniuga con le esigenze dell’abitare?
Nonostante Mabo Group operi con successo nel settore dell’edilizia industriale da quasi mezzo secolo, cinque anni fa abbiamo deciso di differenziare la nostra offerta puntando sull’aspetto energetico. Si trattava, all’epoca, di un mercato in espansione e poco conosciuto, ma ci siamo messi in gioco perché consapevoli che l’energia è un bene esauribile. Quindi, con l’obiettivo di creare un prodotto quasi autosufficiente dal punto di vista energetico e antisimico, abbiamo iniziato a collaborare con il dipartimento di energetica di Firenze e, dopo una ricerca durata due anni, sono nate la Smarthouse e una linea di edifici destinati alle attività produttive, con un guscio che evita la dispersione termica. La Smarthouse è una casa davvero intelligente perché garantisce livelli di emissione di CO2 molto bassi e, attraverso gli impianti fotovoltaici e solari, riesce a produrre quasi la totalità del fabbisogno energetico elettrico, consentendo un risparmio sulle bollette del 70% rispetto alle case costruite cinque anni fa. Inoltre, le prestazioni della Smarthouse sono ottimizzate anche dal suo orientamento. La facciata principale, infatti, si trova a sud per ottenere il massimo rendimento dall’esposizione solare durante i mesi freddi mentre, sul fronte nord, tutti gli infissi sono dotati di appositi vetri per non disperdere calore. Altro punto fondamentale riguarda la rapidità di consegna perché in 10 settimane è pronta per essere abitata. Per quanto concerne invece la parte estetica, la Smarthouse (in tutte le sue declinazioni) è costruita solo con materiali pregiati e di design.
D) Quali sono le caratteristiche salienti del vostro progetto di villa bifamiliare?
A febbraio abbiamo presentato il progetto per la realizzazione di una villetta bifamiliare in Valdarno. Come la Smarthouse, ovvero la soluzione full optional, l’abitazione di Terranuova Bracciolini (AR) è dotata di tutte le soluzioni tecnologiche tra cui: l’impianto fotovoltaico per l’alimentazione della corrente; il sistema di riscaldamento a pellet integrato con un impianto solare termico per la produzione di acqua calda; l’impianto di ventilazione meccanica, quello per la fitodepurazione e quello per lo scarico delle acque. È importante ricordare che le nostre “case intelligenti” sono state progettate in maniera da avere ampi spazi interni che lascino però la libertà all’acquirente di personalizzare l’arredo sia interno sia esterno. Ogni Smarthouse può essere diversa dalle altre. Entrando nello specifico, le soluzioni che offriamo ai nostri clienti sono 12. In particolare abbiamo sei tipologie: due villette singole di 184 e 137 mq, una bifamiliare, due tipi di case a schiera (lineari o sfalzate) e un edificio pluripiano. Per ognuna di queste tipologie si possono scegliere quattro soluzioni: la “Skin”, ovvero il solo guscio a risparmio energetico, la “311”, la casa a risparmio energetico (non collocabile in classe), la “casa in classe A”, (priva di impianti fotovoltaici e solari) e infine il nostro fiore all’occhiello: la “Smarthouse”.
D) Quali sono i costi del progetto? Pensate che possa andare incontro alle esigenze della clientela?
È impossibile parlare di prezzi per le Smarthouse, perché troppe sono le variabili progettuali, come detto sopra. In più, dovremmo tener conto delle personalizzazioni che sceglie il cliente e infine del livello di automazione. Possiamo dire che la casa intelligente Mabo offre una qualità e una tecnologia ben oltre la media delle realizzazioni tradizionali, ma può costare addirittura di meno.
D) Quali sono, secondo voi, le prospettive del mercato immobiliare a medio e lungo termine?
Il mercato non può che riconoscere l’enorme lavoro che Mabo Group ha svolto negli ultimi anni, sia in termini di sviluppo sia in termini di formazione e comunicazione, a tecnici e privati, per la promozione e diffusione della Smarthouse. Dalla seconda metà del 2010 – soprattutto nel 2011 e nel 2012 – le nostre costruzioni si ritaglieranno un posto rilevante sul mercato dell’edilizia e, in particolar modo, nel settore del Social Housing dove il nostro Gruppo ha in cantiere diversi importanti progetti. Siamo certi che, dopo qualche incertezza, anche il Governo tornerà a perseguire con convinzione la linea del sostegno alle rinnovabili.
D) Quali altri progetti avete in cantiere?
Attualmente, stiamo facendo partire il primo Smartvillage, un nuovo complesso residenziale di ultima generazione senza vincolo di allaccio alla rete del gas, che sorgerà sulle colline di Poppi ai confini con il parco nazionale delle foreste Casentinesi. Il progetto prevede la realizzazione di sei villette con piscina disposte in cerchio. Altri disegni riguardano la realizzazione di piccoli insediamenti residenziali, in Abruzzo, che dovrebbero concretizzarsi entro l’anno. Già nel 2009, Mabo ha donato una scuola, con le stesse caratteristiche energetiche della Smarthouse, a uno dei Comuni più devastati dal terremoto (San Demetrio ne’ Vestini). Infine, stiamo raccogliendo i frutti di un altro importante progetto: Solar System, ovvero le coperture Mabo che producono energia. Si tratta di un rivoluzionario sistema di coperture fotovoltaiche perfettamente integrate negli edifici che il Gruppo Mabo ha da poco lanciato sul mercato e per le quali ha già ottenuto consenso soprattutto presso le grosse aziende. Basti pensare che, attualmente in Italia, stiamo realizzando edifici che autoproducono energia per un totale di oltre 12 megawatt, ovvero la potenza necessaria per soddisfare le esigenze di migliaia di nuclei familiari, evitando l’immissione di migliaia di tonnellate di anidride carbonica in atmosfera.
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n.d.
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