2REDDITI DAFFITTO 2006 SOTTO LA LENTE1 Associazioni dei Consumatori contro il Decreto Sviluppo 2011Le associazioni dei consumatori non apprezzano il Decreto Legge “Sviluppo” emanato dal governo. Sono 16 i consorzi in difesa dei cittadini (i più noti tra i quali sono Adiconsum, Adusbef, Altroconsumo, Codacons e Federconsumatori) che hanno giudicato le misure sui mutui a tasso variabile insufficienti e ingannevoli, mentre per la revisione del tasso di usura lanciano un allarme per la possibile recrudescenza del fenomeno.

Rinegoziare i mutui, secondo le associazioni, è certamente utile, ma quanto previsto dal governo rischia di creare una “battaglia” tra poveri. Le tre condizioni (reddito ISEE di 30mila euro per nucleo familiare, 150mila euro di mutuo, non essere in ritardo con le rate) limiteranno infatti la possibilità di rinegoziazione a un numero minimo di famiglie, che peraltro ancora non sanno eventuali costi aggiuntivi, oltre all’aumento certo del passaggio dal tasso variabile al tasso fisso, che oggi si differenziano di almeno 2-2,5 punti.

Un provvedimento che vorrebbe aiutare le famiglie che temono di trovarsi nei prossimi mesi di fronte a rate insostenibili per l’aumento dei tassi, da subito determinerà quindi esborsi più alti per centinaia di euro. Le associazioni, invece, chiedono il rifinanziamento del Piano Famiglia per la sospensione delle rate e del Piano Giovani Coppie, annunciato due anni fa dalla Ministra Giorgia Meloni e rimasto lettera morta.

Per quanto riguarda il tasso di usura, il provvedimento non risponde all’esigenza di una revisione complessiva, che parta dall’approvazione della legge per combattere il sovraindebitamento ferma in Parlamento da 10 anni, con il rifinanziamento del Fondo per la sospensione delle rate e la sua estensione anche alle rate del credito al consumo, forme dedicate di accesso al credito per le famiglie meno abbienti, inasprimento delle pene per gli usurai, finanziamento del Fondo di prevenzione usura e revisione complessiva della legge 108/96.

Partendo da queste valutazioni negative, le associazioni dei consumatori hanno proposto all’ABI un tavolo che vada oltre le proposte del governo, con un accordo che risponda davvero alle esigenze delle famiglie sempre più in difficoltà nel mantenere gli impegni assunti per l’acquisto della prima casa.