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News.Attico.it intervista Aldo Tognetti, vicepresidente di CMB, riguardo l’andamento del mercato immobiliare italiano.

La CMB e l'Andamento del Mercato Immobiliare Italiano“Per imprese di grandi dimensioni come la nostra, è fondamentale saper leggere l’andamento del mercato con grande anticipo. Infatti, già cinque anni fa, prevedendo la crisi che di lì a poco avrebbe investito il comparto immobiliare a livello internazionale, abbiamo deciso di orientare la nostra attività nel residenziale verso quella fascia medio bassa di clientela che molti nostri concorrenti hanno ritenuto invece residuale e poco interessante”.

È così, in estrema sintesi, che Aldo Tognetti spiega sia la strategia sia l’attuale posizionamento sul mercato di CMB, la società di costruzioni nata a Carpi all’inizio del Novecento – attiva nei settori dell’edilizia, delle infrastrutture e del project financing e forte di un fatturato annuo di circa 640 milioni di euro – di cui è da poco diventato vicepresidente.

L’azienda, che oltre alla sede storica ha due filiali operative a Milano e Roma, opera in tutta Italia tramite tre divisioni territoriali: nord-ovest, nord-est e centro-sud. Tra i suoi progetti attualmente in fase di realizzazione si segnalano in particolare un grosso centro commerciale a Torino, proprio di fronte al nuovo stadio della Juventus, e alcune opere di diverse tipologie a Milano: due grattacieli nel nuovo centro direzionale, il secondo lotto dell’ospedale di Niguarda e un complesso di 630 alloggi nel quartiere Bicocca.

“Il primo lotto di Bicocca è già stato ultimato e tutti gli appartamenti sono stati venduti, mentre le vendite del secondo, che è in fase di completamento, sono arrivate al 30% del totale”, ha spiegato Tognetti a News Attico.it.

Il complesso residenziale è circondato da un’ampia area verde. Le strutture portanti degli edifici sono caratterizzate da materiali innovativi, che garantiscono un’alta sicurezza statica, così come le murature, pensate per tutelare il comfort nelle abitazioni e ottenere alti livelli di efficienza e benessere. “Tutte le soluzioni abitative – bilocali, trilocali e quadrilocali – sono state ideate ad alto risparmio energetico e sono state classificate nella classe A, quindi sono costituite da materiali efficienti che consentono un basso consumo di energia”, continua il manager di CMB. “Ciò nonostante, grazie a un’accorta politica basata su precise economie di scala, il prezzo medio al metro quadro per questi alloggi è piuttosto contenuto, infatti si aggira sui 2.550 euro”.

Esattamente nell’ambito della linea strategica dell’azienda indicata all’inizio, che fa dei suoi limiti un punto di forza. “Riteniamo che il mercato considerato ordinario fino a qualche tempo fa, cioè quello intorno a 5/6 mila euro al metro quadro, non sia più soddisfacente, perché la potenziale clientela ha grosse difficoltà di pagamento”, chiarisce Tognetti. “Quindi il nostro target è l’edilizia convenzionata. Un mercato limitato alla prima casa, ma che in questa congiuntura costituisce la garanzia di andare comunque avanti, perché se sulla singola vendita il guadagno è inferiore, sulla realizzazione di un intero complesso le cifre diventano più che soddisfacenti”.

Del resto, la visione di Tognetti sull’andamento complessivo del settore immobiliare non è particolarmente ottimista. “Per valutare il mercato oggi bisogna segmentare il giudizio per tipologie e aree geografiche. In generale, direi che non è messo molto bene, fatta eccezione per Roma e Milano, dove comunque qualcosa si muove. Altrove, però, la situazione è molto critica. Né ci sono a breve segnali di recupero, perché le correnti sotterranee che hanno causato la situazione attuale – la crisi finanziaria e quella di liquidità delle famiglie, la stretta creditizia da parte delle banche e l’incertezza del quadro politico – sono ancora attive. Immagino che per altri due tre anni il contesto sarà più o meno questo e bisogna tenere duro. Già alcune aziende di un certo rilievo sono scomparse e chi non riesce a trovare una propria nicchia di mercato o a realizzare prodotti dotati di vantaggi competitivi continua a rischiare grosso”.

E il vicepresidente di CMB non si aspetta granché nemmeno dall’Expo 2015. “Non credo che porterà a vere e proprie inversioni del trend, ma solo a qualche operazione di maquillage”, conclude. “I progetti messi in campo devono avere un valore in sé, altrimenti non servono a nulla. L’aspetto positivo, semmai, può essere la possibilità di vendere bene l’immagine dell’Italia, dare una spinta propulsiva al turismo e farci tornare al centro dell’attenzione mondiale”.

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