Tassa patrimoniale 2011: ecco i “grandi patrimoni”
Il Convegno del Coordinamento legali della Confedilizia costituisce tradizionalmente l’occasione per fare il punto sui problemi dell’immobiliare, in questo caso anche legati alla tassa patrimoniale 2011.
La cedolare secca ha mosso i primi passi e – pur condizionata da diverse sbavature – li ha anche mossi con esiti soddisfacenti, specie nelle zone nelle quali più ha potuto esplicarsi la sua funzione essenziale (quella di promuovere l’emersione del nero). Il Convegno ha fatto, alla nuova forma di tassazione, un preciso “tagliando”. Ma non appena ottenuta la cedolare, in tempi difficili (che dal canto loro segnalano, a contrario, la tempestività e la capacità di averla al tempo giusto ottenuta), l’immobiliare ha dovuto affrontare una grande offensiva: quella del “partito della patrimoniale”, dotato di potenti mezzi di informazione e persuasione (perché a favore di investimenti di tipo diverso da quelli nel mattone). Nonostante questo, quel partito è stato sconfitto. La casa è uscita indenne da entrambe le due manovre, di luglio e di agosto. La casa ha già dato (e una patrimoniale, condòmini e proprietari di immobili la pagano da quando gli estimi – costituzionalmente legittimi in “via provvisoria” da lustri… – sono estimi a valore, pur chiamati “rendite” per confondere le idee).
Corrado Sforza Fogliani, presidente Confedilizia: “Abbiamo – durante l’intera estate – sostenute le nostre ragioni, con ogni possibile mezzo. Abbiamo, in particolare, evidenziato che “chi allegramente pensa a imporre una patrimoniale sugli immobili, dovrebbe riflettere seriamente sugli effetti depressivi che questa misura fiscale, anche se limitata a certi patrimoni solamente, avrebbe comunque sul valore delle prime case” (gli effetti conseguenti su chi ha ancora il mutuo da pagare, e sul mercato del credito in genere, sono intuitivi).
Abbiamo, altresì, sottolineato più volte che “il partito della patrimoniale vuol far pagare, a contribuenti che già pagano le imposte sui redditi dei loro beni, un’imposta anche sul valore di questi stessi beni”. Più volte abbiamo richiamato l’attenzione sull’obbligo dell’Italia di rispettare il PNR-Programma nazionale di riforma inviato in Europa (e da questa approvato) che – dopo l’eliminazione di ogni riferimento alla tassazione della proprietà in quanto tale, riferimento contro il quale la Confedilizia aveva protestato – non prevede l’imposizione di alcuna forma di patrimoniale.
Eccoli, dunque, i “grandi patrimoni”, ciascuno si sappia regolare, anche volendo ipotizzare ciò che non è mai accaduto nella storia millenaria delle imposte, e cioè che non si verifichi – per la patrimoniale – l’effetto espansivo tipico di ogni imposizione fiscale. Contro i patrimonialisti, la Confedilizia continuerà la propria battaglia. L’impone un minimo principio di moralità fiscale, prima ancora che la difesa della proprietà (e dei valori – di indipendenza, anzitutto – che essa rappresenta), avanti ad una proposta di per sé espropriativa, al pari di ogni imposta patrimoniale”.
Fonte: Confedilizia
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