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News.Attico.it intervista Mauro Novelli, Segretario nazionale di Adusbef.

Adusbef: bisogna ridare fiducia agli italianiNessuno lo dice in maniera chiara e netta. Uno dei problemi principali è di tipo psicologico. “La nostra economia è nelle condizioni attuali ormai da qualche anno, ma la percezione che gli italiani hanno della situazione è nettamente peggiore di due anni fa. La speranza di un momento migliore si sta affievolendo, l’orizzonte è cupo. Per la prima volta c’è la netta consapevolezza che i nostri figli staranno peggio di noi. Come fare perché questo sentimento negativo non pervada tutti? Sicuramente basterebbe un governo che dia la sensazione di tenere il timone saldamente in mano”. Mauro Novelli, non ha incertezze: il problema è eminentemente politico”, sottolinea con fermezza il segretario nazionale di Adusbef, l’Associazione a difesa dei consumatori e degli utenti, nata nel 1987. Specializzata prevalentemente nel settore bancario, Adusbef ha combattuto dure battaglie in difesa dei cittadini. Ha in Italia una forte presenza con 110 sedi ed è anche membro della Federazione Utenti Bancari Europei fondata con associazioni di Spagna, Francia, Olanda, Gran Bretagna, operanti nei settori bancario, finanziario e assicurativo.

Problema politico o meno, rimane che oggi la liquidità è diminuita, i tassi anche se ancora abbastanza bassi, si stanno alzando. E, ironia della sorte, proprio in Italia dove i redditi sono più bassi che in molti altri paesi europei, i tassi dei mutui sono di mezzo punto più alti degli altri. “Non dimentichiamo”, continua Novelli, “che per fortuna abbiamo il meccanismo della surroga che ci permette di cambiare banca quando non siamo soddisfatti delle condizioni che il nostro istituto ci offre. Purtroppo però, se la prima surroga non è mai un problema, sulla seconda cominciano a segnalarci che non è così scontata come dovrebbe. Molte banche rifiutano di accettarla. Sicuramente su questo problema dovremo intervenire”, conclude battagliero. Insomma, sembra che se formalmente problemi non ce ne siano e volendo cambiare si può, nei fatti le banche stiano mettendo dei limiti.

Ma quali sono le principali criticità del settore immobiliare in questo momento?
“In Italia questo settore ha delle caratteristiche diverse dagli altri paesi europei”, spiega Novelli. “L’82% degli appartamenti sono di proprietà, solo il restante 18% è in affitto. E ciò comporta una sorta di rigidità del settore”. Chi ha comprato casa, in un momento di crisi come l’attuale, con i prezzi in calo, anche se lieve, non ha nessuna intenzione di venderla. Il mercato è ingessato. “Nel decennio scorso, le banche hanno spinto all’acquisto della casa, grazie a tassi al ribasso. Scopriamo che molti precari, che allora avevano acceso un mutuo per comprare, oggi non sanno come fare a pagare le rate. C’è di buono che nel nostro paese, a differenza degli Stati Uniti, per fare un esempio, la famiglia è un buon ammortizzatore sociale. Infatti si compatta attorno al figlio, o al parente in difficoltà, dandogli una mano. Ma quello che mi chiedo è per quanto tempo possiamo andare avanti così…”, conclude.

Lo scudo fiscale ha riportato in Italia miliardi di euro che sono stati investiti in immobili e questo fenomeno ha permesso di tenere alti i valori di mercato e a far crescere la domanda. Oggi tutto si è nuovamente fermato. La domanda è scesa e i prezzi sono lievemente calati.

Meno erogazione di mutui, come affrontare la crisi? “Ci vogliono seri ammortizzatori sociali”, dichiara il segretario nazionale dell’Abusdef.

Noi italiani siamo, da sempre, orientati a consumi a lungo periodo. Se quelli a breve erano al secondo posto, oggi sono estremamente diminuiti. Il risparmio è il vero baluardo finanziario dell’Italia. Lo stesso Tremonti, non più tardi di un mese fa, ammoniva le istituzioni internazionali di non guardare solo al debito pubblico italiano, ma al credito delle famiglie.

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