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News.Attico.it intervista professor Umberto Filotto, Presidente di Assofin.

Assofin è l’associazione italiana del credito al consumo e immobiliare che raduna i più importanti operatori finanziari che esercitano la loro attività nel settore del credito al consumo e del finanziamento immobiliare. I suoi 76 associati sono società di grandi dimensioni e gruppi bancari italiani e stranieri che operano su tutto il territorio nazionale. Al suo presidente, il professor Umberto Filotto, News Attico.it ha chiesto un quadro della situazione del suo settore di attività, soprattutto in riferimento al contesto immobiliare, in questa difficile congiuntura economica.

“Il quadro d’insieme non è certo brillante”, esordisce Filotto: “nei primi nove mesi del 2011, la riduzione delle erogazioni per l’acquisto di immobili è stata del 5,7%, a causa principalmente del crollo delle surroghe e delle sostituzioni, penalizzate dal crescente aumento degli spread applicati che le ha rese spesso non più vantaggiose per le famiglie”.

Proprio a seguito del crollo dei mutui di surroga e sostituzione, caratterizzati da importi e durate più contenuti, nei primi nove mesi del 2011 si è registrato un ritorno delle erogazioni verso importi e durate contrattuali leggermente maggiori, a testimonianza dell’atteggiamento cauto delle famiglie, orientate a scelte che rendano più sostenibili i rimborsi. A questo proposito, i dati resi noti da Assofin in dicembre – frutto dell’Osservatorio sul credito al dettaglio, cogestito dall’associazione assieme a Crif e Prometeia – raccontano che allo stato attuale la frequenza più alta è per i mutui compresi tra 101 e 200 mila euro, ma si registra anche un lieve aumento della quota relativa ai mutui di valore complessivo superiore a 500 mila euro. Nel contempo, sono cresciute le durate superiori a 26 anni.

“È uno scenario che si basa su due aspetti principali”, spiega il manager: “il primo è legato alla domanda, che è inevitabilmente debole in un contesto economico sfavorevole sotto tutti gli aspetti come quello che abbiamo di fronte in questa fase, mentre il secondo riguarda l’offerta. Il credito immobiliare rappresenta per le banche un impegno importante in un momento in cui la liquidità è molto rarefatta. Il problema è che gli istituti di credito italiani hanno dei coefficienti di assorbimento del capitale decisamente più punitivi rispetto a quelli degli altri paesi. Ciò crea il paradosso per cui le nostre banche, pur essendo più solide di gran parte di quelle straniere, hanno maggiori difficoltà nel prestare i soldi”.

A fronte di queste contingenze, la domanda delle famiglie sembra orientarsi verso una maggiore diversificazione. “Se la maggioranza continua a preferire il tasso variabile, stanno però aumentando anche le quote dei mutui a tasso misto e a tasso fisso”, specifica Filotto. “Gli operatori del settore hanno infatti ampliato la gamma di prodotti, al fine di offrire soluzioni e formule che possano proteggere le famiglie da eventuali futuri forti innalzamenti dei tassi”.

Ciò nonostante le prospettive non appaiono ancora troppo confortanti. “Nel prossimo biennio”, conclude il presidente di Assofin, “dovrebbe permanere un trend di espansione piuttosto contenuto, che rifletterà tanto la debolezza della domanda che la maggiore selettività delle politiche di offerta. La dinamica dei flussi di nuovi finanziamenti resterà dunque negativa nel 2012, e anche nel 2013 la crescita risulterà piuttosto modesta”.

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