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La nuova Imu probabilmente non funzionerà come l’Ici, soprattutto in materia di esenzioni e agevolazioni.

Dopo un periodo di esenzione, l’imposta municipale sugli immobili sarà applicata anche alla prima casa, ma sono previsti sconti in base al numero di familiari a carico e riduzioni a discrezione dei Comuni. La questione è aperta anche sulle agevolazioni per gli edifici di interesse storico e artistico e per gli immobili inagibili, che pagavano un’aliquota Ici agevolata.

Per quanto riguarda la modernizzazione del Catasto, è già noto che le rendite saranno adeguate ai valori di mercato degli immobili, sulla base dei metri quadri e non sul numero dei vani. In via sperimentale è stata anticipata al primo gennaio 2012 l’entrata in vigore dell’Imu, prevedendo per il 2015 la sua entrata a regime.

La prima casa paga un’aliquota del 4 per mille, che può essere rivista al rialzo o al ribasso dai Comuni entro un margine del 2 per mille. La norma per il rientro economico ha spiegato che per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente. Le pertinenze dell’abitazione principale sono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7.

Dall’imposta sulla prima casa può essere detratta una cifra di 200 euro. Per il 2012 e il 2013 è prevista inoltre una detrazione aggiuntiva di 50 euro per ogni figlio a carico di età inferiore a 26 anni, che non può comunque superare i 400 euro. I Comuni anche in questo caso possono decidere di elevare l’importo della detrazione. L’aliquota di base dell’imposta è pari al 7,6 per mille, con possibilità di manovra da parte dei Comuni fino al 3 per mille.

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