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Casa e fisco: l'equivoco delle seconde case locateLa gran parte di quelle “seconde” o “terze” case sono immobili posseduti in più della prima dai proprietari e destinate alla locazione.

Molti giornali hanno denunciato l’enorme aggravio impositivo (in un caso, addirittura del 3mila per cento) che l’IMU comporta per le seconde case. Ma, leggendo di “seconde case”, la gran parte dei lettori ha pensato alle ville ai monti o al mare, tenute a disposizione dai proprietari. E invece va chiarito che la gran parte di quelle “seconde” o “terze” case sono immobili posseduti in più della prima dai proprietari e destinate alla locazione.

L’equivoco tra “seconde case” e case affittate ha fatto sì che non si sia finora prestata all’argomento l’attenzione che lo stesso merita. Lo strangolamento fiscale della locazione avrebbe nel nostro Paese effetti sociali distruttivi, considerato anche lo stato dell’edilizia pubblica. Non si può pensare che chi affitta debba pagare le tasse ponendo mano allo stipendio o, comunque, a redditi di formazione diversa. Il concreto pericolo è che la locazione, già di per sé ridotta al lumicino, scompaia del tutto, aggravando i problemi sociali del settore. Non a caso molti proprietari stanno già trasformando in garages i locali prima affittati. A ragione il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha dichiarato: “Attenzione a strangolare la locazione”. L’equivoco può arrivare anche a questa drammatica conclusione.

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