Mattoni e dintorni: sicurezza nelle nostre case
Quanto sono sicure le nostre abitazioni? Qual è lo stato di salute degli edifici in cui viviamo? Forse è il caso che questi interrogativi abbiano una risposta.
Un recente studio del Censis sul degrado del patrimonio residenziale ha rilevato che sono ben tre milioni e mezzo le abitazioni potenzialmente a rischio: il 36,5 per cento per anzianità e il 63,5 per cento per motivi tecnico-costruttivi. Di fronte a questa situazione preoccupante, le istituzioni hanno cominciato a muoversi soprattutto a livello locale: vanno, infatti, nascendo nuove iniziative normative da parte di regioni e comuni, allo scopo di coprire il vuoto legislativo a livello statale, perché nel nostro Paese non esiste un codificato obbligo di verificare le condizioni di stabilità degli edifici.
Intanto, un cittadino che vuole verificare la sicurezza dell’abitazione in cui vive, per accertarsi dello stato di salute dell’edificio in cui abita, per una prima garanzia di sicurezza deve accertarsi che la sua abitazione, lo stabile in cui è situato il suo appartamento e anche gli impianti sia rispettose delle normative vigenti. Questo, naturalmente, se l’abitazione e l’edificio non sono di nuova costruzione, cioè se hanno un po’ di anni “sul tetto”.
L’inquilino o il condomino può chiedere all’amministratore o al proprietario dell’immobile una serie di certificati: il certificato di abitabilità e agibilità (che è rilasciato dal comune al momento della costruzione ma poi non è più aggiornato); la dichiarazione di conformità dei vari impianti (elettrico, gas); il libretto di centrale degli impianti di riscaldamento centralizzati e il libretto di impianto delle caldaiette autonome; la certificazione riguardante gli ascensori e quella in merito ai sistemi antincendio.
È opportuno verificare che sia stata rispettata la normativa 626 sull’igiene e la sicurezza dei luoghi di lavoro, che prevede un sopralluogo anche nei condomini per valutare i rischi ed accertare la messa a norma di scale, parapetti, illuminazione, impianti comuni e prevenzione incendi. Tuttavia, va ricordato che gli amministratori possono offrire garanzie solo per le parti comuni del condominio, mentre non hanno possibilità alcuna di accertare la conformità degli impianti presenti negli appartamenti privati. Comunque, secondo Umberto Anitori, segretario nazionale dell’Anaci (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari), la legislazione attuale è ancora carente. Andrebbe istituito l’obbligo di depositare presso gli amministratori tutta la documentazione relativa ai lavori fatti nei singoli appartamenti nel corso degli anni, come sembra prevedere il progetto del Fascicolo del fabbricato.
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