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Rapporto Emilia-Romagna 2012: proposte per il rilancio delle costruzioniConcetti cardine: riqualificazione urbana e rapporto pubblico-privato in una ottica di fortissima semplificazione delle procedure.

In un incontro Ance-Ance Emilia-Romagna si è deciso di mettere in campo tutte le possibili iniziative per sostenere il comparto delle costruzioni e salvaguardarlo da penetrazioni malavitose.

Alcune fra le proposte:
- sviluppare tutte le iniziative possibili per arginare il fenomeno dei ritardati pagamenti alle imprese per lavori eseguiti;
- puntare su politiche strategiche e strumenti operativi per interventi di riqualificazione urbana, coinvolgendo tutti gli operatori interessati e superando pregiudizi ideologici e normative ormai superate;
- sostenere i programmi di housing sociale, di cui la cittadinanza ha sempre maggiore bisogno per il calo del potere di acquisto. Evitando, però, di penalizzare questi interventi con tassazioni elevate sotto forma di IVA ed IMU che ne vanificano la realizzabilità;
- avviare, attraverso il secondo programma attuativo 2011 – 2013 del Piano Energetico Regionale, interventi edilizi ad alto risparmio energetico. E quindi sensibilizzare le stazioni appaltanti verso la possibilità di utilizzare, dovunque possibile, l’istituto del project financing, ovvero, il leasing in costruendo o altre forme di PPP, come il recentissimo “contratto di disponibilità” introdotto nella normativa nazionale. In questo momento di scarsità di risorse pubbliche occorre far ricorso sempre più alle risorse private;
- rivedere alcuni contenuti delle leggi regionali che, in questa fase di forte difficoltà, penalizzano ingiustamente le imprese che hanno ritardi nei lavori programmati. In particolare si propone di consentire la proroga dei termini per l’inizio e la fine dei lavori degli interventi costruttivi e l’allungamento dei termini per i pagamenti degli oneri di urbanizzazione, che, oltretutto, in questa fase congiunturale non possono certamente essere aumentati;
- rivedere e semplificare la normativa antisismica, adeguando le procedure attuali e il numero del personale addetto alle strutture tecniche del territorio regionale, per ridurre le tempistiche per il rilascio delle autorizzazioni sismiche nei procedimenti edilizi.

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