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Energie rinnovabili: è lotta contro le lobby del fossileAppello alle Regioni e alle aziende del settore rinnovabili di rimanere unite: con l’unità d’intenti si può affrontare la nuova sfida.

I governatori, in sede di Conferenza Stato-Regioni, esprimeranno le loro opinioni sul Quinto Conto Energia per il fotovoltaico e sul provvedimento che stabilisce gli incentivi per le altre rinnovabili elettriche (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse e biogas). È l’ultima possibilità di apportare delle modifiche a due decreti che, così come sono, ucciderebbero l’unico settore capace di creare occupazione e produrre reddito in questo periodo di crisi.

Infatti, lavoratori e imprenditori impauriti, operai già in cassa integrazione, titolari di aziende che temono l’ennesimo stop and go imposto da leggi in continua evoluzione: è questo lo scenario d’oggi. Gli impianti fotovoltaici hanno avuto risultato ottimali, ma di fronte ai vari cambiamenti legislativi, il mercato si ferma. Al di là dell’importo degli incentivi, quello che danneggia il settore è l’incertezza. Il taglio agli incentivi è consistente. A questo si aggiungono una penalizzazione della bonifica dei tetti in amianto e un eccesso di impedimenti burocratici e di barriere agli investimenti che potrebbero fermare i successi realizzati in questi anni in termini di produzione di energia pulita e di nuova occupazione.

Ecco perché bisogna restare uniti, perché uno dei maggiori nemici della causa delle rinnovabili continua a essere la lobby del carbone. Il settore, infatti, è oggi in grave pericolo per i “colpi di coda” dei grandi produttori di energia da fonti fossili, che si oppongono non solo alle rinnovabili, ma anche al nuovo modello di produzione energetica basato sulla generazione distribuita. Con il rischio anche che l’Italia non riesca a raggiungere gli obiettivi europei al 2020.

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