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Cambiamenti per l’imposta sull’abitazione principale all’estero e in particolare sugli immobili situati in Paesi dell’Unione Europea.

L’Ivie, cioè l’imposta per l’abitazione principale all’estero, non si paga se  l’importo non è superiore a 200 euro. Per il 2011 l’imposta da pagare è fissata nella misura dello 0,76% del costo che risulta dall’atto di acquisto o dai contratti oppure in base al valore di mercato dell’area in cui è ubicata la casa. Invece, per la casa situata in Paesi dell’Unione europea l’imposta è rapportata al valore di mercato in vigore nel Paese estero di riferimento per le imposte sul patrimonio o sui trasferimenti. Se il valore manca si segue la regola generale.

Anche per i cittadini che lavorano all’estero per lo Stato Italiano o presso organizzazioni internazionali alle quali aderisce l’Italia ci sono agevolazioni  per l’abitazione principale e le relative pertinenze: anche se solo per il periodo in cui il lavoro viene svolto all’estero, si applica l’aliquota ridotta allo 0,4% e la detrazione forfetaria di 200 euro e, per gli anni 2012 e 2013, c’è la detrazione di 50 euro per ciascun figlio che non superi i 26 anni d’età e che abbia la dimora abituale e la residenza anagrafica in quella stessa casa.

Altre novità per gli immobili situati in Paesi dell’Unione europea o aderenti allo Spazio economico europeo che garantiscono un adeguato scambio di informazioni: si potranno dedurre dall’Ivie le eventuali imposte  patrimoniali e reddituali in vigore all’estero sullo stesso immobile, ma d una condizione: che non si sia usufruito precedentemente del credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero, in base all’articolo 165 del Tuir.

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