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Intervista all'assessore al demanio Lucia CastellanoNewsAttico.it ha intervistato l’assessore al demanio della Giunta milanese Lucia Castellano per fare il punto sul complesso contesto delle case.

A Milano il tema della casa è, da sempre, uno dei più centrali. E le strategie messe in atto dalle giunte comunali che si sono succedute negli ultimi anni hanno lasciato numerosi nodi irrisolti. Cantieri aperti, lavori sospesi, appartamenti sfitti, alloggi occupati da abusivi, canoni d’affitto generalmente troppo alti, un numero sempre crescente di cittadini che non hanno un posto in cui abitare.

Assessore Castellano, può farci sinteticamente un quadro dello stato dell’arte delle politiche abitative messe in atto fino a questo momento in città?
È stato un anno molto impegnativo e intenso in cui abbiamo dovuto lavorare, prima di tutto, per aggiornare i dati e avere piena consapevolezza del nostro patrimonio. Un’operazione non facile, considerato che mancava persino una banca dati centrale e aggiornata che incrociasse correttamente gli inquilini e gli alloggi. Contestualmente abbiamo avviato e concluso l’importante tavolo con i sindacati e raggiunto un accordo storico per la città: la riduzione degli affitti nelle case popolari del Comune fino a un massimo del 30%.

Si parla di 20 mila persone in lista d’attesa a fronte di 2 mila alloggi sfitti, ma anche di circa 70 mila appartamenti privati lasciati vuoti. Qual è il margine operativo dell’assessorato in questo contesto e, soprattutto per quanto riguarda i privati, cosa è davvero possibile fare?
Partiamo dal patrimonio Erp. La situazione degli alloggi sfitti era sicuramente da sanare e lo abbiamo fatto, aumentando le ristrutturazioni. Rispetto agli ultimi 12 mesi di gestione della precedente Amministrazione abbiamo raddoppiato gli interventi, arrivando a restituire al patrimonio e quindi alle famiglie in attesa, 20 appartamenti al mese contro gli 11 della Giunta Moratti.
Per un totale di 770 alloggi, nuovi e ristrutturati, da giugno scorso a oggi. Dati positivi ma che rappresentano solo un primo passo verso la soluzione dell’emergenza abitativa. I privati hanno un ruolo importante in questa partita e come assessore alla Casa sto lavorando con l’assessore all’Urbanistica Lucia De Cesaris per trovare una mediazione e sostenere le moltissime famiglie che, soprattutto in questo periodo di crisi, faticano a sostenere gli affitti privati e rischiano lo sfratto.

Quali iniziative sono state prese e si prenderanno nei confronti di chi occupa abusivamente degli appartamenti di edilizia popolare? Come è quantificabile questo fenomeno?
Stiamo portando avanti un piano di sgomberi degli abusivi che ragiona in questi termini: sostenere chi si trova in gravi difficoltà economiche e allontanare tutti quelli che non hanno titolo oppure delinquono e commettono vandalismi. È il modello che abbiamo applicato anche per il maxi intervento di via Montello. Stiamo procedendo per quartieri, per stabili, non a casaccio sul territorio. Vogliamo sanare le situazioni di illegalità ma senza mai perdere di vista l’equità sociale. Sappiamo che il fenomeno delle occupazioni abusive è molto diffuso tra le varie zone di Milano e per questo stiamo intervenendo in tempo reale sulle flagranze per azzerare il conto e poter lavorare con la stessa intensità sulle occupazioni consolidate da anni.

In questo particolare contesto di crisi generalizzata molte famiglie che vivono nelle case popolari hanno chiesto la riduzione del canone d’affitto. È stato possibile andare incontro alle loro esigenze?
Come accennavo prima, il Comune di Milano è riuscito a raggiungere un risultato storico per questa città: un accordo con i sindacati da tempo atteso ma su cui la precedente Giunta non aveva mai aperto un confronto. In mesi di tavoli, riunioni e confronti, siamo riusciti a trovare una strada comune che contemperasse le esigenze dell’Amministrazione e quelle dei residenti rappresentati dai sindacati. Sono 18 mila le famiglie che pagheranno affitti ridotti, ricalcolati considerando lo stato dell’immobile in cui abitano: più e vetusto e carente in manutenzione, più si riduce il canone.

Qual è la sua posizione e, se esiste, quella della Giunta, sulla situazione complessiva dell’edilizia pubblica e privata a Milano: una città che oggi è piena di cantieri fermi e di megaprogetti lasciati a metà che creano oggettivi stati di disagio oltre che rappresentare un evidente spreco di risorse e di energie?
Questo è uno dei fronti su cui sto lavorando. Troppi progetti iniziati e mai conclusi. Troppi cantieri aperti come ferite sul territorio. E quindi disagi alla città, ai quartieri. Stiamo sbloccando i quartieri di housing sociale di Abitare Milano 1 e 2. Così come stiamo lavorando, negli uffici dei Lavori Pubblici, per portare avanti e completare rapidamente i lavori dei parcheggi fermi da anni. L’obiettivo è restituire gli spazi per anni sottratti alla città ed evitare ulteriori sprechi.

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2 Responses to Intervista all’assessore al demanio Lucia Castellano

  1. Giancarlo scrive:

    Quartiere chiesa rossa case comune gestione Aler
    Ca 20 appartamenti vuoti. Di chi e’ la colpa di questa
    Trascuratezza ?

  2. La Redazione scrive:

    L’applicazione della legislazione, della normativa vigenti nonche9 della procedura CLASSENERGIA ad un ospedale generale quale l’Ospedale Versilia richiedono indubbiamente un maggiore grado di interpretazione rispetto al settore “civile abitazione”.
    La principale difficolte0 e8 stata quella di dare una valutazione alle peculiarità del sistema edificio-impianti senza per questo ottenere una classificazione “penalizzante”.Nella fattispecie si e8 accuratamente valutato l’effettivo ricambio d’aria orario medio stagionale nonchè l’effetto utile della cogenerazione. Entrambe i parametri, estremamente influenti in termini di classificazione, sono ad oggi privi di specifica regolamentazione in termini di implementazione (input cogenerazione) e in termini di definizione delle classi energetiche (output – ricambi d’aria locali speciali).In particolare per quanto riguarda la cogenerazione si è proceduto secondo il metodo comparativo valutando le quantità in gioco con e senza cogenerazione e dunque valutando l’effetto utile di quest’ultimo. Dal punto di vista operativo la procedura CLASSENERGIA si e8 rivelata uno strumento di indubbia utilità anche per coordinare l’attività dei collaboratori tecnici.

    Segnaliamo il dossier Uncsaal presentato al Governo e Parlamentari, liberamente scaricabile a:
    http://www.uncsaal.it/notizie/ultime/articolo11_e_55%25.html

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