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Mutui difficili, ma le famiglie italiane non demordonoNello scenario di luci e ombre che contraddistingue l’economia in generale e il mercato immobiliare in particolare, si colloca l’Indagine Tecnoborsa 2012.

Viene presentata l’analisi delle transazioni nel settore residenziale effettuate dalle famiglie negli anni 2010-2011 con una finestra sul credito immobiliare. Per quanto concerne l’utilizzo dell’immobile, al primo posto si trova come sempre l’acquisto dell’abitazione principale (77,2%), che supera notevolmente i valori registrati fino a oggi; al secondo posto (8,7%) c’è la seconda casa vacanze che cresce leggermente rispetto all’Indagine 2010, ma rimane al di sotto dei valori delle prime tre rilevazioni (va ricordato che il periodo 2010-2011 a cui si riferisce questo dato è precedente all’entrata in vigore dell’Imu che inasprisce la pressione fiscale, in particolare sulle seconde case); al terzo posto l’acquisto per investimento (6,9%); al quarto la seconda casa per parenti (5,8%), dato che raggiunge il suo minimo storico.

Analizzando le dimensioni delle abitazioni rispetto alla motivazione d’acquisto, è emerso che chi compra una casa per andarci a vivere sceglie tagli medio grandi, chi lo fa per investire o andare in vacanza sceglie monolocali o trilocali, mentre l’acquisto per parenti va dal monolocale al quadrilocale.

Gli appartamenti più richiesti sono quelli con superficie medio-piccola (fino a 70 mq) e media (71-100 mq); a seguire, si trovano gli appartamenti medio-grandi (101-140mq) e grandi (oltre i 140 mq); dunque, la superficie media è di circa 80 mq, valore in calo rispetto al 2010.
Quanto ai canali utilizzati per reperire il finanziamento, l’89,3% del campione intervistato si è recato presso la propria banca, a dimostrazione di un elevatissimo grado di fidelizzazione del rapporto bancario, dettato anche dal credit crunch e dal possibile diniego da parte di istituti di credito che non conoscano il cliente; il restante 10,7% ha ottenuto il mutuo tramite altri istituti di credito o altri canali specializzati, come, canali on-line, broker, finanziarie, etc. Da un’analisi della quota di mutuo acceso rispetto al prezzo del bene acquistato è emerso che il 10,1% dei richiedenti ha ottenuto un prestito che copre dal 21% al 40% del costo; il 20,9% dal 41% al 60%; ben il 30,4% dal 61% all’80% e solo il restante 0,5% ha preso un mutuo che copre oltre l’80% del prezzo pagato. Il 38,1% degli acquirenti dispone invece di mezzi propri sufficienti a finanziare l’acquisto.

Infine, rispetto all’Indagine 2010 è scesa di circa 12 punti percentuali la quota di chi ha utilizzato più del 30% del reddito familiare per pagare il mutuo dell’abitazione, dato che conferma la difficoltà all’accesso al credito da parte delle famiglie; infatti, nel 15,8% dei casi, oltre all’ipoteca sul bene acquistato, è stata richiesta dalla banca una garanzia aggiuntiva: il 21,6% di costoro ha ipotecato anche un secondo bene, il 24,3% è ricorso alla fideiussione bancaria di un terzo, mentre il 64,9% ha sottoscritto una polizza assicurativa a copertura di parte del capitale erogato.

Per quanto riguarda le vendite, la motivazione predominante è ancora quella della sostituzione con un’altra abitazione principale (47,2%), ma è rilevante anche la quota di chi ha venduto per bisogno di liquidità (30,4%). Il 71,6% di coloro che hanno venduto un’abitazione principale ne ha acquistato un’altra, mentre chi ha ceduto altre tipologie di abitazione lo ha fatto principalmente spinto dal bisogno di liquidità.

Infine, andando ad analizzare il mercato delle locazioni, risultata che il 2,5% degli intervistati ha preso in affitto un immobile. Per lo più, si è trattato di coppie senza figli o con figli grandi, le quali pensano che nel prossimo futuro potrebbero trovarsi ad affrontare momenti difficili e, quindi, hanno evidentemente preferito prendere un bene in affitto invece di acquistarlo, poiché meno impegnativo finanziariamente.

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