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Mobilitazione anti-carbone anche in LiguriaNuove iniziative anche in Liguria dal Comitato Nazionale ‘Fermiamoilcarbone’.

La politica e le istituzioni devono far valere il loro ruolo per la tutela della salute, dell’ambiente e dell’economia. Prosegue la mobilitazione contro la scelta di incrementare in Italia l’uso del carbone per la produzione di energia elettrica tramite la riconversione e la costruzione di grandi centrali. Iniziative anche in Liguria, con le città di Vado Ligure, dove è stato autorizzato l’ampliamento della vecchia centrale, e La Spezia.

Un tema su cui il movimento anti-carbone ha più volte chiamato in causa politica e istituzioni perché facciano valere il proprio ruolo in favore della tutela della salute, dell’ambiente e dell’economia. La combustione del carbone in centrali elettriche rappresenta la più grande fonte ‘umana’ di produzione di gas serra. In Liguria, a La Spezia, il Comitato Spezia Via dal Carbone (SVDC)  ha organizzato nella zona antistante la centrale a carbone Enel “un contro-evento”, intitolato ‘Autodafè’ (traendo ispirazione dal saggio di Eugenio Montale sulla mercificazione della cultura) con poeti, scrittori, pittori e musicisti per protestare contro il premio ‘Eco-Poesia’ organizzato dall’Enel all’interno dell’impianto di La Spezia.

Sempre in Liguria, il comitato “Fermiamo il carbone” di Savona e le associazioni nazionali, Greenpeace, Legambiente e WWF, hanno presentato un ricorso straordinario al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, contro la costruzione di un nuovo gruppo a carbone di 460 MW a Vado Ligure (Sv) nei pressi del centro abitato dove sorge la vecchia e inquinante centrale.

Le molte iniziative in atto in Italia sono la migliore prova di come i cittadini di tutte le regioni, le associazioni ambientaliste e la società civile abbiano ben chiaro che il carbone è una scelta assolutamente sbagliata e anacronistica, che danneggia la salute, il clima del pianeta e la stessa economia. Negli Stati Uniti è già programmata la chiusura di 100 centrali a carbone, grazie alla mobilitazione di cittadini e scienziati: l’Italia deve guardare al futuro, non al passato.

A cura di Anna Carbone

 

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